Medinet Madi – Le case della collina a Medinet Madi (Missione 2000)

paesacolLa parte posteriore del tempio C è stata completamente liberata dall’enorme massa di sabbia e detriti (il materiale trasportato può essere calcolato a mq. 640) e il muro posteriore del tempio mostra adesso il paramento intatto, con le finestre a feritoia. Dietro il tempio esisteva una larga zona senza costruzioni. L’indagine ha confermato che l’edificio coperto a volta – chiamato convenzionalmente “Nursery I” – contiguo al tempio C, è stato costruito contemporaneamente con il tempio stesso. L’area immediatamente a nord del tempio C non stata oggetto di scavo a causa della presenza di un casotto usato dai poliziotti delle Antichità; poiché l’esplorazione di questo settore non potrà essere differita oltre il prossimo anno, le Antichità egiziane dovranno provvedere allo spostamento del casotto stesso. paesaggio

Sul lato sud del Tempio C, l’area utile a chiarire le strutture parallele al tempio si sviluppa per una lunghezza di oltre 30 m.; il kom sovrastante da asportare supera anche qui i 5 m. Il fronte occidentale, sgombrato quest’anno su una lunghezza circa 12 m., ha permesso di portare alla luce gli ambienti di un edificio molto importante, appartenente a una serie di case parallele al muro sud del Tempio C ( separate da esso da una strada larga circa 6m.), che sul lato ovest sono parallele al dromos delle sfingi del Tempio A.

graticciQueste case, la cui esplorazione occuperà le prossime campagne, si trovano in una posizione panoramica rispetto al dromos, costruite come sono sulla collina; il crollo che ha coinvolto l’edificio scavato quest’anno e situato al livello del Tempio C e della piazza antistante, non ha impedito di rilevare interessanti particolari sull’edificio: la casa aveva almeno due piani (il soffitto del piano terra era fatto di travi e travicelli che sostenevano un canniccio di giunchi, intonacato; le stanze erano intonacate di bianco (l’intonaco del pianoterra è annerito per un utilizzo tardivo forse nel III-IV sec.); le stanze del piano superiore erano intonacate di bianco con decorazioni floreali colorate (sono stati raccolti molti frammenti degli intonaci). Costruite sul pendio della collina sovrastante il dromos, tutte le case di questo settore avevano cantine, che erano probabilmente in vista sul lato ovest, come in altri contesti urbani del Fayum d’epoca greco-romana e l’accesso alla porta d’ingresso era allora raggiungibile mediante scala esterna.

scaleOgnuna delle due stanze scavate quest’anno aveva una cantina coperta a volta; nella cantina di A (due ambienti voltati) si scendeva mediante una botola, e l’accesso era facilitato dalla presenza di voltascalini a ventaglio (perfettamente conservati) coi gradini intonacati; la cantina di B (pure voltata) era accessibile mediante una porta aperta su un corridoio della tromba delle scale (sono conservati benissimo i gradini di legno) che davano l’accesso al primo piano e alla terrazza.

Una specie di sottoscala coperto a volta permetteva di passare, al livello cantina, dalla tromba delle scale alla cantina della casa adiacente est, esplorazione che fa parte del programma della prossima campagna di scavo.

La conoscenza di questa parte importante della città, che è l’area dei templi, sta ampliandosi e promette di fornire dati di primaria importanza per la storia urbanistica di Medinet Madi in epoca tolemaica. I ritrovamenti di papiri greci e demotici sono stati esigui, tuttavia non sono mancati pezzi interessanti; un ostrakon greco e uno demotico sono di singolare rilevanza epigrafica. Sono state ritrovate molte lucerne di terracotta di diversa epoca e di tipologia. L’abbondante ceramica dal tempio C e quella della campagna 2000 è stata studiata e disegnata; è stata individuata nella zona periferica sud est della città, la presenza di una fabbrica di ceramica, e, forse, di una di vetro. La localizzazione delle necropoli del Medio e Nuovo Regno, e quella degli animali sacri (cobra e coccodrilli) resta per ora una questione aperta.

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Membri della Missione: E.Bresciani, Direttore; Rosario Pintaudi, Papirologo; Flora Silvano, Egittologo; Antonio Giammarusti, Architetto; Giovanna Bartoli, disegnatrice; Helal di Moh.Mostafa di Sayed, Ispettore delle Antichità del Fayum.

 

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