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Miniaci, G. Lettere ai morti nell’Egitto antico e altre storie di fantasmi, Paideia 2014

Traduzione delle lettere ai morti e altri testi relativi alla concezione dell’aldilà nell’Antico Egitto

Miniaci G., Rishi coffins and the funerary culture of Second intermediate period Egypt, Golden house publications, London 2011.

Questo volume cataloga tutti i sarcofagi “rishi” analizzati e studiati da Giancluca Miniaci. Lo studioso approfitta dell’oggetto centrale della sua pubblicazione per offrire una panoramica ampia e dettagliata della cultura funeraria del Secondo Periodo Intermedio.

M. Betrò, G. Miniaci, Talking along the Nile, Pisa 2013

Nei contributi raccolti scorrono in un’affascinante sequenza le figure dei pionieri dell’Egittologia, dal misterioso Gerolamo Segato, passando attraverso John Gardner Wilkinson, al controverso Belzoni, fino a Champollion, Ippolito Rosellini e agli egittologi storici del XIX secolo.

Del Vesco P., Letti votivi e culti domestici, Pisa University Press, Pisa 2010.

E’ possibile ricostruire un sistema di credenze religiose partendo dalla documentazione archeologica? I letti votivi sono oggetti culturali in terracotta che sono stati rinvenuti principalmente in contesti domestici e risultano connessi ad un gruppo sociale ben definito.

Betrò M., Geroglifici. 580 segni per capire l’Antico Egitto, Mondadori Arte, Milano 2010.

Del complesso e apparentemente bizzarro universo dei segni usati nella “scrittura sacra” degli egiziani, questo volume ha scelto di decodificarne quasi 600, quanto basta per comprendere appieno una cultura che a distanza di millenni conserva ancora intatto tutto il suo fascino.

Betrò M., Simini V., Sono venuta correndo a cercarti. Canzoni e musica nell’antico Egitto, Edizioni ETS, Pisa 2009.

Che cosa fischiettavano gli uomini sul Nilo? Quali brani facevano sognare le ragazze egiziane dai lunghi capelli neri?
Nella loro ansia di farsi eterni, gli antichi Egiziani hanno trasmesso al futuro la memoria delle loro vite. Immortalati sulle pareti dei monumenti funerari, accanto a donne e uomini che continuano nei millenni le loro occupazioni, i musicisti di feste passate ancora toccano i loro strumenti e al loro fianco le iscrizioni geroglifiche riportano i testi delle canzoni.

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