Tebe

Scavi e progetti archeologici dell’Università di Pisa nell´area del Tempio di Tuthmosi

tuthmosisSulla riva opposta del Nilo, chiamata normalmente “Tebe ovest”, la grande montagna libica domina il paesaggio; zona di necropoli a partire dal Medio Regno, è stata scelta dai faraoni del Nuovo Regno per le loro dimore dell’eternità, le tombe segrete scavate nella montagna, accompagnate dai templi del culto funerario che si allineano lungo il bordo delle culture.Vi sono la Valle dei Re, la Valle delle Regine, le tombe dei nobili, il villaggio operaio di Deir el Medine; e il tempio a terrazze della regina Hatscepsut a Deir el Bahari, a Gurna il Ramesseum di Ramesse II, il tempio di Amenofi III del quale restano a sentinella i due Colossi di Memnon, il tempio funerario di Thutmosi IV, quello di Seti I; più a sud a Medinet Habu il grandioso tempio di Ramesse III. La missione pisana a Gurna (Tebe Ovest) ha operato tra il 1973 e il 1981 (ma nei primi anni la missione era mista, milanese-pisana) con importanti scoperte nell’area del tempio funerario di Tuthmosi IV (1425-1405 a.C.) che hanno dato molte e nuove informazioni su una necropoli del Medio Regno, dove sono state esplorate tre tombe (T 73; T 79; T 81) oltre a una (T. Petrie) che era stata esplorata dall’archeologo inglese nel 1896. Nell’area della necropoli antica era stato poi inserito il tempio funerario di Tuthmosi IV.
Esplorato in massima parte da Fl. Petrie nel 1896 e in stato di grande degrado, il tempio di Tuthmosi IV è riconoscibile nella sua struttura originale; comprende due terrazze collegate da rampe, che ricordano il tipo di architettura di Hatscepsut a Deir el Bahari; come questa comprendeva anche l’uso di pilastri e colossi osiriformi addossati, dei quali sono stati trovati molti frammenti che ancora conservavano i colori originari ed anche qualche rilievo. Al centro della II terrazza, sul lato sud, è stato ritrovato, in una piccola cavità “a scarpa” scavata nel suolo, il resto di un deposito di fondazione con due placchette in faience col nome del faraone. Una delle stele commemorative delle vittorie di Tuthmosi IV sopra “il vile paese di Nubia” fu trovata, che adornava il muro sud del corridoio della terrazza; quelle che commemoravano le vittorie sopra l’Asia decoravano il muro nord. Le due strutture di servizio (la “Casa del vino” e la “Casa del pane”) erano per le offerte destinate alle cerimonie e alla vita quotidiana del tempio.

 

Scavi nell’area della Tomba di Nebneteru

Nell’area sud-ovest, a un livello più alto rispetto alla “casa dei tre forni”, le ricerche condotte sulla cappella funeraria, attribuita in precedenza all’orefice di Ammone Khonsuirdis da Fl. Petrie durante la sua spedizione alla fine del secolo scorso, hanno permesso di identificare il visir Nebneteru come l’effettivo titolare della grande tomba-cappella e di fissarne la datazione tra la XXIV e la XXV dinastia, con un uso che continua anche in età successiva. La cappella di Nebneteru è costruita su un’altura formata quasi completamente da contrafforti di mattoni crudi di modulo regale che portano impresso il cartiglio di Tuthmosi IV e che provengono dallo smantellamento del muro di cinta del suo tempio. Tre pozzi conducono a tre celle. Il pozzo sud porta alla camera sotterranea di Nebneteru, dove furono trovati il sarcofago ligneo e i quattro meravigliosi canopi di Nebneteru; quello col coperchio a testa umana (il genio funerario Imseti) era nascosto nell’angolo ovest di una specie di sarcofago grossolano di fango che occupava la stanza e isolava il sarcofago ligneo. Il pozzo centrale era destinato alla dama Kara(ma)ma, figlia di Anekh-Unnefer, visir e governatore di Tehne – Acoris, probabilmente la sposa di Nebneteru, della quale furono ritrovati un canopo iscritto, insieme con usciabti, maschere di legno da sarcofago, altri canopi anepigrafi e maschere. La terza stanza era destinata a Khaemhor, appartenente alla famiglia del governatore di Tebe Montuemhat; la tomba fu usata anche per altri personaggi, lo scriba delle lettere Hor, il profeta di Montu Montuemhat figlio di Psamtek e l’orefice di Ammone Khonsuirdis. Nella corte furono scavati e utilizzati in epoca posteriore (almeno fino al IV secolo a.C.) altri pozzi.

neb1 neb2 neb3 neb4

 

Scavi nell’area della Cappella superiore

La “Cappella superiore” fu scoperta immediatamente sopra e a ovest dell’area della “Casa dei tre forni” ed è allineata col muro di cinta del Tempio di Tuthmosi IV. E’ un piccolo tempio, una cappella funeraria, costruita di mattoni crudi (durante la costruzione furono riutilizzati grandi mattoni, di tipo regale, con impresso il cartiglio di Amenofi III, il cui tempio funerario si trova molto vicino, segnato dai celebri “Colossi di Memnon”).  La Cappella, che appartiene probabilmente a uno dei figli di Ramesse II, è comunque d’epoca ramesside; conserva un altare con la tavola d’offerta di pietra sul massiccio di mattoni crudi, ed ha restituito una grande quantità di ceramica del Nuovo Regno, anche dipinta.

cap1 cap2

 

La Casa dei tre forni

La “Casa dei tre forni”, come è stata chiamata, rappresenta una della maggiori scoperte archeologiche fatte durante l’esplorazione dell’area di Gurna. Questa costruzione, una semplice struttura destinata a civile abitazione, che ricorda la tipologia amarniana, è posta subito all’esterno dell’angolo sud-est del tempio. La casa fu probabilmente usata come abitazione temporanea dai direttori dei lavori durante la costruzione del tempio, e poi abbandonata e ricoperta al termine dei lavori. L’edificio può dunque essere datato con certezza al regno di Tuthmosi IV, sicché può essere sicuramente datata la ricca suppellettile fittile trovata ancora in sito nei vari ambienti (cucina, camera da letto, stanza da bagno, cortile, scala d’accesso alla terrazza sul tetto, corridoio di servizio coi tre forni, ancora in buon stato di conservazione).

casa1 casa2

 

Scavi nell’area della Tomba 73

L’ingresso alla T 73 era nascosto dalle fondazioni del massiccio meridionale del secondo pilone del tempio. Il complesso sotterraneo è stato usato come tomba di famiglia tra l’XI e la XVII dinastia. Come in altre tombe tubane dello stesso tipo del Medio Regno, le pareti erano prive di decorazione.La tomba era stata depredata in epoca antica, ma conteneva ciononostante una ricca messe di materiale, tipi diversi di reperti, frammenti di sarcofago con decorazioni dipinte, una maschera funeraria in stucco dipinto, un orecchino d’oro, molte perline di faience, frammenti d’avorio decorato e tre tavole d’offerta in terracotta.

73a 73b 73c
73d 73e 73f

 

Scavi nell´area della Tomba 79
79La T 79 si apre nell’area usata per costruire la terrazza superiore del tempio di Tuthmosi IV. Datata al Medio Regno, consiste di uno stretto cortile, un corridoio e una piccola stanza.  Era prevista la continuazione verso sud del corridoio, ma l’opera fu interrotta, probabilmente a causa di una vena particolarmente dura della roccia. Violata in epoca greco-romana, la tomba ha tuttavia restituito una serie importante di ceramica della XII dinastia e quattro belle tavole d’offerta in terracotta.

 

Scavi nell’area della Tomba 81
81La T81 è tagliata nella roccia sedimentaria metamorfica che forma lo strato superiore della necropoli del Medio Regno. Il cortile porta a una piccola camera sotterranea dov’erano sepolte almeno quattro persone; due ragazzine furono trovate nella corte; i loro corpi, chiusi in povere casse di legno senza decorazioni non mostrano tracce di mummificazione; i capelli sono intrecciati e i colli ornati da collane di piccole perle di cornalina e di faience. Nella camera, fu trovato il corpo di un bimbo di circa tre mesi, girato sul fianco destro in un sarcofago di legno. Accanto al sarcofago, in corrispondenza con la testa del morticino, fu trovato l’unico oggetto della sua suppellettile funebre: un vaso di terracotta caratteristico del Medio Regno.  La corte di T81 e la maggior parte dell’ambiente sotterraneo era ingombro di una grande quantità di vasi frammentari e oggetti minuti, vetri, frammenti di faience, ed anche un bel pendente di collana, in faience gialla. Il cortile era stato usato come luogo di scarico e poi ricoperto e pareggiato al termine della costruzione del tempio di Tuthmosi IV.

© 2016